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Alessandro Benvenuti: 10 domande sulla cucina. Intervista gastronomicanonsoloscatolette - la nostra idea di cucina

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Interviste

Alessandro Benvenuti: 10 domande sulla cucina

Sta girando in lungo e in largo la Penisola Alessandro Benvenuti che, oltre a occuparsi della gestione del Teatro Tor Bella Monaca di Roma, in questi mesi si alterna come interprete in ben cinque titoli di successo del suo repertorio: Benvenuti in casa Gori, celebre monologo ambientato durante un pranzo di Natale diventato anche un film, il più recente Un comico fatto di sangue, il classico L’Atletico Ghiacciaia, passando per Zietta ed io con Barbara Valmorin e Tutto Shakespeare in 90 minuti, di cui firma la regia e dove si presta alla dolorosa e necessaria sostituzione del comico Andrea Brambilla, in arte Zuzzurro, recentemente scomparso.

Come fa colazione?
«Dipende dal posto in cui sto. Joe Montana Jerseys Tendenzialmente a casa preferisco il salato, ma se sono in tournée e ho possibilità di accedere a una colazione decente in albergo non rinuncio.

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  • A casa mia, in Toscana, ho il mio bar storico “La ghiacciaia”, a cui dedico anche uno dei miei spettacoli e mangio sempre lì.

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  • Privilegio in genere un succo di mirtillo, tè o tisana, caffè macchiato caldo. nike internationalist hombre Mi può andar bene anche una camomilla seguita da un caffè macchiato, magari con del formaggio».

    Dolce o salato?
    «Salato. Fjallraven Kanken Kids Da quando ho saputo che il dolce piace ai bambini e ai vecchi non ne voglio più sapere!».

    Cosa non può mancare nella sua dispensa?
    «In casa mia è mia moglie a condurre le danze. KOBE 11 Abbiamo una scaletta precisa perché siamo una coppia con tre figli e ognuno di loro ha un’intolleranza alimentare particolare. Tom Brady - Michigan Wolverines Io che sono l’unico sano, in quanto non mi faccio mai analisi, posso mangiare di tutto e mi adeguo alle loro esigenze. new balance 574 femme rouge Mi sembra giusto che non manchino mai le uova per riempire il loro debito spazio nel frigo, che altrimenti è triste vedere vuoto. nike air max 90 goedkoop Poi abbiamo sempre, come un trofeo, un vasetto di acciughe pressate sotto sale realizzate dalle donnine calabresi, che mi viene offerto in dono ogni estate a Diamante dal momento che mi hanno nominato “accademico del peperoncino” e mi invitano sempre al loro festival».

    Sa cucinare?
    «Sono stato single fino a 36 anni e ho imparato a usare un po’ di estro. Nike Air Max 2017 Heren grijs

    fjallraven kanken backpack outlet Mi ha insegnato a cucinare anche il mio carissimo amico Ugo Chiti, drammaturgo e sceneggiatore, compagno di tante avventure artistiche. Il resto l’ho appreso da mia moglie Chiara, che sa mescolare il cibo romano e fiorentino con spezie orientali, magari con l’aiuto del Bimbi”.

    Quali “scatolette” usa?
    «Pochissime. Di sicuro il tonno Callipo: sono amico del suo produttore che me lo regala in quantità. air max 2017 wit Quando lo vado a trovare, a Pizzo Calabro, torno su con la macchina carica».

    Cosa mangia prima e dopo uno spettacolo?
    «Prima niente. Dopo roba leggera se sono in zona e posso tornare a casa, altrimenti al ristorante, una buona minestra, bresaola o prosciutto crudo non grasso. Non prendo mai fritture, sughi o pasta».

    Ha mai mangiato in scena o sul set?
    «Nell’ultimo episodio della mia trilogia, Addio Gori, mangio la scenografia, ovvero l’unico elemento scenico che è un confetto di Sulmona. nike air max 2016 goedkoop Ho poi mangiato nel film I maniaci sentimentali e nella versione cinematografica di Benvenuti in casa Gori che si svolge durante il pranzo di Natale e quindi si divorava di tutto. A.J. McCarron College Jerseys Per il resto, è difficile recitare e masticare con naturalezza: è una prova d’attore. Lì, però, il cibo diventava un dato psicologico e caratteriale del mio personaggio, che doveva fare leggermente senso. Nelle fiction televisive si va sul pulito ipocrita: si beve solo lo spumantino».

    Qual è il piatto delle feste familiari fin dalla sua infanzia?
    «Il pollo con le carote che preparava mia nonna. Yadier Molina Authentic Jersey Mi è rimasto un ricordo indelebile di quell’umido da leccarsi i baffi e anche tutto il resto del corpo… È un mito della mia infanzia. A.J. McCarron Alabama Football Jerseys Era il nostro piatto domenicale. FREE 5.0 Quando ci ripenso, ho ancora l’acquolina in bocca».

    Un pasto che non dimenticherà mai?
    «In una frazione del potentino, durante una tournée, mi hanno fatto gustare un piatto di formaggi e salumi straordinario con un vino prelibato: è stata un'esplosione del palato che mi ha rivelato mondi misteriosi, suggerendo nuovi viaggi nei sapori”.

    La sua cena più bizzarra?
    «Ospiti a casa di un’amica di mia moglie, che poi non abbiamo visto più. Los Angeles Lakers

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  • È stata una tortura per lo stomaco: una pasta con tozzetti di pane fritto e un formaggio simile a calce per cadaveri.

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