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Polpo o polipononsoloscatolette - la nostra idea di cucina

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Separigiavesseilmare

Il polpo (2)

Se lo chiamate “polipo” (con la i) il polpo si offende. E ha ragione. Per chi non lo sapesse, mentre il polipo è sì un animale acquatico, ma ha una struttura simile a quella della medusa, il polpo (senza la i) è un cefalopode che vive nei bassi fondali rocciosi (0/200 metri), nei cui anfratti può nascondersi più facilmente e sfuggire ai nemici e alla cattura. Il suo nome deriva dal greco antico: polýs (molti) e póus (piede), insomma “dai molti piedi”. Se pensate che i suoi piedi siano quelle ventose in due file parallele che corrono lungo ognuno dei suoi otto tentacoli e vi viene in mente di contarli, lasciate perdere. Anche perché, per contare le ventose del polpo, prima dovete prenderlo. E non è facile. Perché, occorre metterlo in conto, il polpo è un animale intelligente, fuori del comune. Proprio così!

Sappiate che lui ha tre cuori (ma non sta giocando a bridge) e ha la capacità di cambiare colore molto velocemente per mimetizzarsi e per comunicare con i suoi simili. E se gli state antipatici, attraverso un sifone può espellere e soffiarvi addosso dell'inchiostro nero. E sapete che per attrarre le femmine, il polpo mette in atto un corteggiamento in piena regola? Lui è dotato di “spermatofore”, apparati in grado di liberare pacchetti seminali che potete ben immaginare dove vadano a finire. Ma il polpo è anche un papà attento e premuroso, visto che quando la sua anima gemella depone le uova (tra 50 e 400 mila), lui diventa il loro inflessibile difensore contro possibili predatori. E per un periodo di un mese o due, in attesa che le uova si schiudano, il polpo-papà non si muove e non mangia e spesso, per la conseguente perdita di peso, rischia anche di morire.

Ma non è tutto. Vi ricordate del polpo Paul? Non era altro che un bell'esemplare di polpo che viveva in Germania, nel Centro di vita marina di Oberhausenad. Sembra che lì si annoiasse un po' e un bel giorno, in occasione dei Mondiali di calcio del 2010 si mise a fare l'indovino, tentando di predire i risultati di tutte le partite in cui era coinvolta la Nazionale di calcio tedesca. Il bello è che non sbagliò mai un risultato e divenne famoso in tutto il mondo. E non c'era alcun trucco: tutto vero!

A volte, purtroppo, qualche scrittore di romanzi noir o qualche fantasioso regista cinematografico si ricorda che il polpo si chiama anche octopus o, peggio ancora, piovra. Ed ecco che “il nostro” diventa “il mostro”, protagonista di film catastrofici zeppi di effetti speciali. Ricordo ancora la proiezione in un cinema di terza visione del famoso film horror americano The octopus. Il gigantesco polpo, emerso dalle profondità degli oceani, sta distruggendo tutto, i grattacieli crollano, auto e treni vengono spazzati vai come fuscelli e le autorità americane non sanno più cosa fare per abbattere la bestia. I capi di Stato maggiore delle Forze armate, riuniti al Pentagono, dichiarano la propria impotenza, non sanno come sconfiggere e annientare il polpo monumentale. È allora che dal fondo del piccolo cinema di periferia si leva una voce: “Ahó! 'A morte sua è 'a cipolla!”

Tutti i salmi finiscono in gloria. Tutti i polpi finiscono in padella.

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